dai confini invalicabili

Nelle mani lo spazio
poi
d’improvviso dita
appresso all’amore
allegri bottoni pendenti
colorati rincorrevano stoffe
di giorni e giorni
nel tempo.

Ma il tempo
quello
è ora per i denti
il tempo ora luogo
per queste mani intente ai lacci
allo stringere salvezze contabili
la palizzata
la zattera
la croce
che siano
forti
che siano
resistenti

Le mani di ora
intente al confine
contro il tempo
tornato spazio

e allora che è ora
ti dico:
ti ho vissuto
amando qui dentro
spazio divenuto tempo

ti muoio
ancora accanto
tempo congelato luogo

Io confine di Te
dimentico lo spazio negato.

~ di lamuta su marzo 10, 2009.

Una Risposta to “dai confini invalicabili”

  1. una poesia convincente in toto,
    i versi per me più pregnanti sono quelli
    riferentesi alle salvezze contabili,
    alla palizzata e etc..
    bello essere capitata qui.

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