Essere singolare fino a. Poi: annullare
quei radicamenti inespressi
linguaggi sotterranei
preziosi nel mio silenzio di ieri
e di oggi
sono mappe dell’incertezza
che vorrei donare a mio figlio
ricette per non ritrovare mai la strada
esclamazioni mute per non desiderarla.
Ogni notte appoggio gli occhi sulla terra
nuda che non accoglie
che schianta i tentativi di
indagine ulteriore
poi osservo i due globi distesi
tuorli e albume sull’erba.
Ed ecco i passi muoversi
ciechi, camminando sul mio viso
incespicano sulle espressioni fuggiasche
tentennano sui denti non allineati
cascano all’esca
della lingua troppo vera.
E il mio corpo in caduta
mi colma la bocca
e so di che so
e non vedo che me stessa:
da capo mi rivolgo
addensata di silenzio.

Il Silenzio. Sempre Presente. In Me.
Perché non voler ritrovare la strada?
Ti voglio Bene Kate