Rientrando a casa mi soffermo sul Rumore.
Il mio amore esiste
tra lingua e palato
questo vino che cancella
questo amore che persiste.
Perdendo i passi
lanciati oltre la meta
ho regalato le dita alle stelle
e non ne ho più il conto.
Appese
tirano giù
fino qui la notte
fin dentro la notte
il rumore della paura.
Appese
tendono il filo dell’attesa
il cappio di un ritorno
E attesa
e ritorni
svolgono la solita ripetizione fredda.
E attese, e ritorni
assommano tra loro
la cifra della paura
in un’algebra tendente allo zero.
Poi
d’incanto
il mio amore cessa
e nasce il desiderio:
il mio amore persiste.
24/01/2008

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