Che poi dire
che poi dire
la parola scende dalle labbra
mi viene incontro
mi confonde per la via
che il cammino continuo
di questi ostacoli
diniego
riprende
la voglia
il coraggio di capire
in cerca mani crepate
di acqua sotto il nulla.
Ma che poi il detto sia mistero
ma che poi il dire sia un dono
di peso impregnato
il sogno s’infrange.
E mi ritrovo sfrangiata
una sciarpa che non scalda
attorno al collo stretta stretta
al mio stesso respiro
che pulsa
vena di Necessità
contro il sordo gioco
della volontà.
Che poi dire
la parola mi spacca il cuore
mi cinge la testa di possibili
è pulirsi le suole
sul sorriso di mattina
quello, mio, che non vedo.
05 febbraio 2008

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